Badde Salighes – Mularza Noa – Nuraghe Ortachis – Punta Palai

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Da Badde Salighes a Mularza Noa

“La valle dei salici ” dei salici che non ci sono ormai più tagliati, insieme ai boschi che ricoprivano per intero questa magnifica zona del Marghine, nel secolo scorso per fornire il legname per la costruzione della ferrovia della Sardegna progettata dall’ingegner Piercy. Da buon inglese amante dei parchi e dei giardini, ne impiantò uno ricco di specie esotiche (la sequoia su tutte) per porre in qualche modo rimedio allo scempio che venne perpetuato in questa zona fra le più verdi e interessanti della Sardegna. La visita è tra le più meritevoli in questo periodo dell’anno, sia per la quota siamo intorno ai 1000 mt. che per il bosco che è ricresciuto rigoglioso, dandoci dunque la possibilità di sfuggire al caldo torrido. Inoltre un altro motivo di interesse è la visita che si può fare all’interno del parco vero e proprio dove svetta isolata e un po’ tetra la villa padronale che l’ing. Piercy vi fece costruire e che un recente progetto che interessa tutta l’area dovrebbe recuperare sia la villa che il parco trasformandolo in un orto botanico. Per arrivarci percorrere la S.S. 131, dopo aver superato il bivio di Macomer proseguire sino al 158° km. svoltare a destra seguendo le indicazioni Bolotana / Badde Salighes da qui in pochi km. si raggiungerà la nostra prima meta. All’interno del parco si annoverano tra gli altri enormi esemplari di acero trilobo, tasso, roverella, sorbo, e soprattutto agrifoglio dove in regione “Ortakis” danno vita a formazioni boschive quasi pure. Da qui prendere il facile sentiero, subito sotto il Nuraghe Ortakis, una scala nuragica che costeggiando diverse sorgenti perenni, dopo poco ci introduce all’interno di un fitto bosco dove qua e là svettano ancora enormi esemplari di quelli che senza retorica potremo definire “patriarchi verdi”, arrivati in zona Mularza Noa il bosco si dirada e non sarà difficile scorgere in questo pianoro punteggiato di enormi Tassi (Taxus bacata)  branchi di bellissimi cavalli al pascolo. Infine seguendo il rigagnolo (in questo periodo) che attraversa il pianoro si raggiunge la forra e la “cascata di Mularza Noa” che le acque provenienti dai rilievi circostanti alimentano per buona parte dell’anno rendendo, questo vero e proprio gioiello ecologico, uno dei paradisi per gli amanti della natura

Tempo di percorrenza: circa ore 5Dislivello in salita: m 100Lunghezza del percorso A/R: circa km 10

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