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GIARA
DI SIDDI
Un inconsueto angolo di Marmilla-
La
giara di Siddi è uno di quei luoghi che, pur
possedendo un patrimonio naturalistico ed
archeologico di enorme rilevanza, paradossalmente
non gode della fama che meriterebbe. Raggiungibile
percorrendo la ss 131 si prosegue lungo la strada
Villamar/Lunamatrona, da quest’ultimo si
seguiranno le indicazioni per Siddi. Iniziamo la
nostra visita da questo grazioso e ben tenuto borgo
rurale, all’ingresso del paese ci accoglie la
chiesa di S. Michele, la più piccola delle chiese
Sarde a due navate, che, nella sua semplicità
evocativa, ci introduce ad un ambiente che è fatto
di piccoli particolari, di quotidianità. Una
passeggiata per le strette vie ci permetterà di
apprezzare bellissimi esempi dell’architettura
tradizionale del campidano: i tipici portali
monumentali, le case a corte, con i muri di
“ladiri” a vista (i mattoni di paglia e fango),
che sfidano il tempo, antichi selciati e scoloriti
murales, ovunque una quiete e un atmosfera che mette
nostalgia per le cose passate. Di recente è
possibile visitare anche “Casa Steri” in cui è
stata ricavato un bellissimo museo
delle tradizioni agroalimentari della Sardegna
Le
pareti strapiombanti della giara, che dominano
dall’alto il paese, sono solo il preludio a un
ambiente che merita un attenzione particolare.
Punteggiato di emergenze archeologiche, questo
castello naturale, ha in una quindicina di nuraghi
circa, le sue maestose torri, eccellenti punti
d’osservazione privilegiata, da cui è possibile
spaziare senza ostacoli sulle amene vallate
circostanti. Dolcemente un insieme di
caratteristiche colline che danno il nome alla zona,
Marmilla, si elevano su tutto il territorio.
Proseguendo su questo enorme e pietroso balcone
naturale si cammina tra una macchia rigogliosa che
pervade l’aria con i suoi profumi, l’essenza
dell’elicriso che si sposa all’aroma di cisto e
lentisco ci dicono Sardegna! Giunti ad un punto, un
ammasso di pietre più grosso di altri ci indicherà
la perla, la vera incompresa protagonista di questo
suggestivo acrocoro basaltico: la megalitica e
misteriosa tomba di giganti chiamata “Sa Dom’ e
S’Orku”, la più grande dell’isola. Sullo
sfondo la più vasta e famosa “Giara di Gesturi”
si specchia nelle fertili campagne assolate dove il
canto delle cicale si diffonde ipnotico nell’aria.
Infine, al tramonto, affacciatevi sulle
strapiombanti e spettacolari pareti vermiglie de
“Sa Corona Arrubia” da dove come un degno
sipario si potrà concludere una ricca, intensa e
suggestiva escursione.
Mariano
Balbina
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