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"UN NO
A TUTTE LE SCORIE"
21/22 GIUGNO
2003
Caro
Lello
ti allego alcune foto e riflessioni della
manifestazione "silenziosa", un "NO" a tutte le
SCORIE (inclusi i politici locali-le peggiori
scorie- meschini e vassalli... Della serie la storia
non insegna) che ho organizzato la notte tra il
21/22 giugno. Voleva essere un gesto simbolico
quello di manifestare dalla cima più alta della
nostra amata isola e soprattutto farlo nel giorno
del solstizio. Una nuova ALBA per una nuova
Sardegna. Simbolico, sicuramente, ma doveroso per
tentare di sfuggire alle logiche di quelli che,
mirabilmente, Lussu chiamava "pescecani". Io
più altri trenta "coraggiosi" dopo aver fatto campo
nei pressi della sorgente "Sa Mela", ultimo
rigoglioso scampolo di quelle rigogliose foreste che
furono, che altri "pescecani" provvidero a
distruggere, intorno alle 3,30 intraprendiamo la
marcia che in circa un ora e mezzo ci condurrà ai
1833 mt di Punta Lamarmora. Un leggero e
freddo venticello spazza l'aria, le prime luci
pennellano d'arancio le cime increspate del
Supramonte e i Tacchi d'Ogliastra ci regalano
suggestioni d'altri lidi. Verso le 5 le luci si
stendono anche sulle placide acque del Lago
dell'Alto Flumendosa, poco distante il Torrione
calcareo di Perda Liana, che di lassù pare
minuscolo, ci regala prospettive inconsuete. Più a
nord il Monte Tului e il Bardia
proteggono Dorgali, poco distante galleggia
sul lago Cedrino una bianca e molle coltre di
nebbia... Ovunque cada lo sguardo è magia, è
emozione.

Attendiamo così in silenzio, tuttattorno è una
tavolozza di arancio e rosso che riscalda lo sguardo
ed il cuore...ancora emozioni. Sono le 5,45
finalmente una sciabola, una falce di un arancio
incredibile sbircia dall'orizzonte, pare che il
vento in quell'attimo sopisca, respiriamo
silenziosamente, immobili con lo sguardo incantato
quasi a volerne sentire la nascita. Ora è un frutto
rubino e maturo che ci inonda con i suoi caldi
tentacoli insinuandosi in ogni piega della terra,
rischiarando valli e Canyon, fiumi e foreste,
svegliando paesi e città. Ci sentiamo pieni di vita
e orgogliosi dello spettacolo della nostra terra...
Quasi d'istinto, come un attenti, sempre in silenzio
sfiliamo dagli zaini le nostre bandiere, il vento
riprende il suo respiro, la grande croce che ci
sovrasta riluccica brillante, inebriati dal primo
calore mattutino stendiamo i nostri vessilli...
click... click le foto di rito, quasi in punta di
piedi, con pudore oserei dire. Poi di nuovo in
silenzio a spaziare con lo sguardo e sospirare. Il
tempo pare che voli. Sono le 6,30 un ultimo saluto
sperando che sia l'alba di nuovi e migliori giorni,
un saluto che vuol essere un arrivederci, il gruppo
con le sue divise colorate si sgrana lungo i verdi
pendii, si rientra a malavoglia. Qualche muflone
ondeggia sulle impervie pareti de "Su Sciusciu",
più in basso i fuoristrada dei pastori zigzagano in
strisce di terra, ovunque splendide Digitali
punteggiano praterie di felci e l'aria impregnata di
timo ed elicriso ci accompagna per tutto il percorso
inebriandoci. Arriviamo alla base, un buon caffè, un
abbraccio generale e la ripromessa di lottare contro
TUTTE LE SCORIE è più di un arrivederci. Qualcuno
sussurra: <FORZA PARIS>, un coro, che è quasi un
urlo, risponde: FORZA PARIS...
Mariano Balbina
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